#42 bis - tutela della famiglia -

05.11.2015 03:14

LA TUTELA DEL NUCLEO FAMILIARE

Bene o male tutti siamo a conoscenza dei profili controversi sull’annosa questione delle assegnazioni ad altra sede di servizio per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, in special modo relative al mondo militare. 

Questi profili sono stati quasi sempre connotati dal complicato bilanciamento tra le esigenze di servizio dell’Amministrazione e quelle di tutela della maternità.

IL DATO NORMATIVO DI PARTENZA:

L’art. 42 bis d.lgs. n. 151/2001 ci dice che il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione.

L’eventuale dissenso deve essere motivato.

L’assenso o il dissenso devono essere comunicati all’interessato entro trenta giorni dalla domanda.

In altri termini e più semplicemente, se chiedo l’assegnazione devo aspettarmi un dissenso motivato ( in caso di rigetto ) non oltre trenta giorni da quando formulo la domanda.

Il requisito d’età del minore (tre anni) non è altro che un presupposto di proponibilità dell’istanza, non potendosi sostenere che la tutela del nucleo familiare debba invece coincidere con i primi tre anni di vita del bambino.

MA L’AMMINISTRAZIONE CHE COSA FA DOPO AVER RICEVUTO LA DOMANDA ?

Ebbene, deve analizzare a fondo la situazione personale di chi la propone. 

Questo obbligatorio compito si traduce in un peculiare potere valutativo da esercitare caso per caso e tenuto conto delle complessive esigenze degli uffici, imponendo all’Amministrazione un onere motivazionale pregnante attorno alle ragioni organizzative che, nel caso concreto, siano eventualmente ostative all’accoglimento dell’istanza ( es., l’incidenza pregiudizievole sul funzionamento dell’ufficio o l’indisponibilità di posti da ricoprire presso l’ufficio di destinazione, in relazione al particolare stato rivestito dall’istante nel concreto contesto organizzativo ).

TUTELARE LA FAMIGLIA E I BAMBINI E’ LA REGOLA E NON L’ECCEZIONE, ANCHE PER I MILITARI

A questa regola di base non si sottrae, come precisato, il mondo militare, ragion per cui tutte le volte in cui un’Amministrazione riceva la domanda ex art. 42 bis, ha l’onere di motivare ampiamente sulle ragioni organizzative sottese al diniego.

L’istituto del trasferimento temporaneo e´applicabile a tutto il personale militare e delle Forze di polizia di Stato di cui all’art. 3, comma 1, d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

Il suddetto art. 42-bis e´ applicabile anche ai casi di mobilità interna ad una stessa amministrazione e non riguarda solo i passaggi tra amministrazioni diverse.

RICORDA: IN QUESTA MATERIA NON ESISTE UNA “CLAUSOLA DI RISERVA” A VANTAGGIO DELL’AMMINISTRAZIONE

In dettaglio, l’inciso “tenendo conto del particolare stato rivestito”, contenuto nell´art. 1493, comma 1, del codice dell’ordinamento militare, non integra una clausola di riserva introduttiva di una fattispecie normativa indeterminata di natura eccezionale e derogatoria per determinati settori dell’amministrazione pubblica, la cui delimitazione sia rimessa all’interprete, poiché, ragionando diversamente, la previsione di estendere anche al personale dell’ordinamento militare la disciplina in materia di maternità e paternità vigente per il personale delle pubbliche amministrazioni, verrebbe ingiustamente (ri)convertita da regola ad eccezione.

COSA FARE 

Esaminare con particolare attenzione il tipo di risposta che viene data dall’Amministrazione destinataria della domanda e, in caso essa rigetti non tenendo conto degli obblighi stringenti posti dalla legge in ambito valutativo, agire in giudizio per una più efficace tutela.

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Girolamo Foti
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  • 29.06.2016 22:09

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