INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ON. LO PRESTI ( RUOLO GRADUATI - DEMANSIONAMENTO - PRECARIATO VFB/VDP4) 2011

05.11.2015 05:59

LO PRESTI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: 

in data 3 febbraio 2009, lo Stato maggiore dell'Esercito diramava una circolare concernente l'«impiego del personale volontario in mansioni non operative», con la quale comunicava a tutti gli enti subordinati che, a causa delle scarse risorse a disposizione e non sussistendo particolari preclusioni giuridiche all'impiego del personale volontario in incarichi di natura logistica, sarebbe stato possibile il ricorso a «manodopera» militare per far fronte a particolari esigenze; 
i comandanti militari potevano, quindi, destinare il suddetto personale ad attività quali il confezionamento di viveri, la guardiania, la manovalanza e le pulizie; 
successivamente il codice dell'ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66), all'articolo 627, ha stabilito che il personale militare è inquadrato in quattro categorie gerarchicamente ordinate: a) ufficiali; b) sottufficiali; c) graduati (comprendente i militari dal grado di primo caporal maggiore e corrispondenti sino al grado di caporal maggiore capo scelto ed equiparati); d) militari di truppa (comprendente i militari di leva, i volontari in ferma prefissata, gli allievi carabinieri, gli allievi finanzieri, gli allievi delle scuole militari, navale e aeronautica, gli allievi marescialli in ferma, gli allievi ufficiali in ferma prefissata e gli allievi ufficiali delle accademie militari); 
tale disposizione ha innovato la classificazione tradizionale del personale militare, precedentemente sancita dall'abrogato articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 1986, n. 545, che ripartiva detto personale in tre categorie: a) ufficiali; b) sottufficiali c) militari di truppa, fissando la nascita di una nuova categoria quella, appunto, dei graduati, che si differenzia dalla truppa per professionalità maturata e per essere in servizio permanente; 
alla luce del mutato quadro normativo, che ha sancito un significativo riconoscimento ai volontari in servizio permanente (ovvero a coloro che sono i primi ad essere impiegati nelle pericolose missioni di pace all'estero e, spesso, a sacrificare la propria vita), i destinatari ultimi della citata circolare sono, appunto, i militari del ruolo «truppa» e «graduati»; 
a differenza degli anni passati, quando ancora era in vigore il servizio di


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leva, oggi si tratta di veri e propri professionisti per lo più reduci dalle zone di combattimento nei vari teatri esteri e, dunque, muniti di una professionalità non certamente paragonabile alle mansioni alle quali la circolare di cui trattasi vuole relegarli; 
gli Stati maggiori dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica a tutt'oggi non hanno apportato alcuna modifica alle circolari interne per legittimare l'esistenza del nuovo ruolo graduati, ed, in particolare, alla circolare del 15 dicembre 2010 dello Stato maggiore Esercito con la quale è stato regolamentato l'impiego nelle suddette dequalificanti mansioni del personale graduato; 
con la recente circolare del 15 aprile 2011, lo Stato maggiore dell'Esercito ha deciso di confermare la piena validità delle vigenti disposizioni relative all'impiego del personale, nelle more dello svolgimento degli approfondimenti necessari per dare concreta attuazione alla mutata normativa nonché per chiarire gli effetti della nuova articolazione delle categorie di personale militare rispetto al quadro normativo complessivo conseguente all'entrata in vigore del citato codice, ivi compresa l'eventuale revisione della normativa interna di Forza armata volta a disciplinare i vari settori; 
nonostante la categoria graduati delle Forze armate sia legislativamente parificata ai graduati delle Forze di polizia sia ad ordinamento militare che civile (carabinieri, finanzieri, poliziotti), quest'ultimi non vengono distolti dagli incarichi istituzionali e in nessun caso i comandi generali hanno diramato circolari che destinassero il proprio personale ad attività diverse e meno qualificate; 
a tali condizioni di generale sottoimpiego, decisamente poco rispettose delle norme vigenti nell'applicazione dei servizi di caserma e da tempo denunciate dal Co.Ce.R dell'Esercito, si aggiungono ulteriori e gravi disparità di trattamento; 
in alcune basi italiane, infatti, a quanto consta all'interrogante, è fatto divieto ai graduati e ai volontari di truppa di accedere agli organi di protezione sociale (spiagge, sale convegno, circoli, e altro) presenti in strutture statali riservate ai soli ufficiali e sottufficiali: si tratta di un'evidente discriminazione sociale che finisce col ridurre la «protezione sociale» ad un valore esclusivamente economico e di casta; 
l'articolo 16 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria» ha disposto, inoltre, la proroga di un anno (fino al 2014) dell'efficacia delle vigenti disposizioni in materia di limitazione delle facoltà assunzionali per le amministrazioni dello Stato (ad esclusione dei soli Corpi di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco), per le agenzie fiscali, per gli enti pubblici non economici e per gli enti di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; 
tali disposizioni sono destinate ad aggravare la condizione, già precaria, di tanti giovani militari volontari, addestrati, preparati professionalmente e che da anni investono il proprio futuro nelle Forze armate, mortificando le loro aspettative di carriera ed occupazionali -: 
quali iniziative intenda assumere per tutelare la dignità dei graduati delle Forze armate e di parificare definitivamente quest'ultimi ai parigrado delle Forze di polizia nel rispetto delle mansioni a loro attribuite; 
quale sia il destino dei numerosi militari volontari in ferma breve (Vfb) e in ferma prefissata di quattro anni (Vfp-4), che, alla luce del previsto blocco del turn over, rischiano un futuro di incertezza e quali iniziative, in generale, intenda adottare al fine di eliminare il «precariato», in un settore, quale quello della difesa, che è decisamente strategico per ogni Paese democratico. 
(4-12756)

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  • 29.06.2016 22:09

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