RICOLLOCAZIONE DEI REPARTI MILITARI AL SUD " PARTECIPA ALL'INIZIATIVA"

19.08.2014 00:22

Adesso tutti insieme a sostenere il nostro progetto di legge per la ricollocazione dei reparti militari al Sud per combattere la mafia. (Segui le istruzioni), coinvolgi colleghi, amici e parenti. PROPONIAMO LA NOSTRA INIZIATIVA AL MINISTERO DELLA DIFESA.

Istruzioni: fai copia e incolla della nostra proposta di legge, scrivi il tuo nome e il tuo cognome ... ed aggiungi prima del testo - vi segnalo l'interessante proposta del Partito nazionale dei Diritti, organizzazione extra parlamentare vicina a tutti gli operatori della difesa e sicurezza.

ED INVIA IL TUTTO AL SEGUENTE INDIRIZZO:
librobianco@difesa.it

Il sottoscritto (nome e cognome) vi segnala l’interessante proposta di legge in materia di lotta al racket e sicurezza, che prevede la ricollocazione dei reparti militari al Sud in supporto alle forze di Polizia, per combattere senza tregua le organizzazioni criminali e mafiose del meridione.
Segreteria nazionale
E-mail: segreteriapnd@gmail.com 
Sito internet : www.partitonazionaledeidiritti.it

Alla cortese attenzione di tutti i parlamentari della Repubblica italiana.
PROPOSTA DI LEGGE
Del
PARTITO NAZIONALE DEI DIRITTI
(Organizzazione politica extra parlamentare)

Al Ministro della Difesa;
A tutti i deputati della Repubblica italiana;

Onorevoli deputati !
Il progetto sulla sicurezza non vuole militarizzare il SUD, ne sostituire le forze di Polizia con le Forze Armate, intende però individuare soluzioni per arginare il fenomeno che impedisce la crescita economica del meridione d’Italia e per questo occorre sviluppare idee guida idonee.

La nostra è una conseguente logica di pensiero secondo la quale non ci si può essere sviluppo, lavoro, pace e ordine sociale fino a quando non viene garantita la sicurezza ai cittadini, agli imprenditori, ai commercianti ed a quanti vogliono vivere una dimensione cittadina scremata da ogni distonia di sistema.

Questa proposta di legge, pertanto, prospetta in maniera breve e con l’ausilio di un linguaggio semplice quali possono essere le risposte da adottare per risolvere il problema sicurezza e allo stesso tempo analizza anche quali possono essere i risultati conseguivi ovvero :

• RIPRESA, INCREMENTO E CRESCITA DEGLI INVESTIMENTI AL SUD DA PARTE DEGLI IMPRENDITORI;

• NUOVI POSTI DI LAVORO;

Pertanto un maggiore contrasto anche verso la microcriminalità non può conoscere pause o incertezze.
Infatti i recenti atti intimidatori ai danni di commercianti, imprenditori e strutture collegate, le continue aggressioni ad opera di baby gang nei mezzi di trasporto pubblico a danno di autisti, controllori e degli stessi viaggiatori, ai turisti per le vie del centro, dimostra che la sicurezza negli ultimi tempi è stata trascurata.
E’ auspicabile che ci sia un intervento delle nostre Forze Armate a supporto delle Forze di Polizia, che non sia una fumosa parentesi provvisoria al fine di porre un freno in un ambito temporalmente ristretto, ma che sia una presenza costante e presente nel territorio evitando di emulare le ronde, a nostro avviso poco incisive per il tessuto dove operare, attraverso la ricollocazione dei reparti militari al SUD, scoraggiando la caratterizzazione provvisoria dell’intervento militare che provocherebbero ulteriori spese di gestione e la ineluttabile poca efficacia nell’azione di contrasto. 
Appare utile estendere al personale delle Forze Armate la possibilità di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici, a condizione che essi si muovano in divisa cosi da creare deterrenza verso la piccola criminalità.
E’ giunto quindi il momento di ricollocare al SUD parte dei reparti militari stanziati al NORD, considerando che le ragioni storiche che imponevano una massiccia presenza nelle zone della frontiera Nord – orientale sono venuto meno ed il simbolo di tale mutamento lo si è avvertito con la caduta del muro di Berlino.
Va poi poi evidenziato lo scenario strategico internazionale e la ricerca di nuovi equilibri geopolitici ci impone di guardare verso le nuove crescenti emergenze, vedasi in Libia, Siria, Iraq, l’Afghanistan, alcune aree del Maghreb.
Va poi tenuto in debito conto anche il continuo sbarco dei clandestini, oltre al traffico di droga e armi interessanti rotte del Mediterraneo.
Lo spostamento dei reparti militari al SUD riporterebbe verso le aree di provenienza migliaia di meridionali in divisa.
Questo migliorerebbe le condizioni di vita dei militari che potrebbero tornare a casa propria.
Inoltre il rientro di migliaia di soldati, e con essi delle loro retribuzioni,innalzerebbe la domanda di beni e servizi nel mezzogiorno, innalzamento che fungerebbe da volano per le asfittiche economie del SUD.
Ci sarebbe altresì una maggiore domanda alloggiativa. 
Nelle direzioni sin qui tracciate non va trascurata l’ipotesi di creare diverse basi interforze dislocate in ex aree industriali in disuso,sfruttando ad esempio il patrimonio dei beni confiscati alla mafia.
Una proposta pensabile e possibile che dovrebbe coinvolgere le Forze Armate e le Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare con compiti di antiterrorismo, controllo del territorio e contrasto alla criminalità organizzata.
In tale ottica e dentro un percorso di riconversione si offrirebbe ai tanti lavoratori padri di famiglia in cassa integrazione, promuovendo per loro un’utile ricollocazione nell’indotto di cui abbiamo fatto cenno.
In questo quadro generale non può escludersi la presenza del Corpo della Protezione Civile che abbia precisi compiti istituzionali ed in particolare in difesa del territorio, dell’ambiente, del patrimonio storico – architettonico, e interventi in occasioni di calamità naturali.
Ciò al fine di evitare la personalizzazione di attività che hanno la necessità operativa di essere sviluppate secondo logiche di Corpo, all’interno di una gerarchia, individuando, a maggior forza, ruoli funzioni e categorie.
Nella seguente ipotesi troverebbero utile collocazione i volontari in ferme prefissate, nonché riservisti, che non ntrovano riscontro alle proprie richieste di prosecuzione di carriera nelle Forze Armate, sfruttando la loro preparazione e professionalità.
In questo modo si ha una costante presenza sul territorio di personale con compiti di tutela e prevenzione, senza che si debba ricorrere in maniera episodica e dispendiosa a forze e corpi che di vola in volta vengono distolti dai propri impegni istituzionali.

ANALISI

LEGAME SICUREZZA E SVILUPPO
Legame “SICUREZZA/SVILUPPO”, è un idea italiana, nasce dalla necessità di sostenere il Mondo produttivo del lavoro meridionale e la qualità della vita.
Contrastare la criminalità organizzata, radicata nel Sud, i suoi prestanome ed i fiancheggiatori.
Criminalità che disciplina il commercio, fa di ogni prospettiva di crescita economica occasione di arrochimento illecito, favorita da una classe politica sprecona , in parte collusa.

NON CI STANCHIAMO DI RIPETERE CHE:

•IMPONGONO LA TASSA DEL RACKET ;
•ESERCITANO UN CONTROLLO SUL TERRITORIO, TRASMETTENDO INCERTEZZA, PAURA,SOTTOMISSIONE,ALLA POPOLAZIONE;
•IMPONGONO LORO FORNITURE (SPESSO CON PRODOTTI DI SCARSA QUALITA’ AD ALTISSIMI COSTI);
•CONCEDONO PRESTITI A TASSI USURAI;
•CONTROLLANO UNA PARTE DEGLI APPALTI PUBBLICI;
•CORROMPONO LE AUTORITA’ ISTITUZIONALI E POLITICHE;
•RICICLANO IL DENARO SPORCO;

Tutto questo rallenta il progresso nel Sud, gli investimenti e soprattutto l’occupazione:

Le mafie sono ben consapevoli che in questa maniera possono controllare le masse, diventando punto di riferimento nel territorio per trovare manovalanza da inserire nei loro loschi affari.
Ma il vero problema è la rassegnazione dei cittadini, la sfiducia dell’imprenditoria verso le istituzioni e la politica la grande assente in un incisiva lotta al fenomeno mafioso altrettanto grande fenomeno urlatrice di una subdola e propagandistica chiacchiera di contrasto al fenomeno mafioso. 
Siamo concretamente assuefatti a questa cultura dell’illegalità.
Pertanto le nostre linee d’azione sono le seguenti :

 

1.Incremento dei fondi nel pacchetto sicurezza e giustizia;
2.Ricollocazione dei reparti militari al Sud e impiego “operativo” dell’Esercito in supporto alle forze di Polizia per debellare definitivamente le mafie.
3.Tutela delle vittime dell’usura e del pizzo,
4.Legge anti corruzione: “introdurre il reato di alto tradimento da estendere a tutti i dirigenti,i funzionari e dipendenti dello Stato, non per ultimo i politici che ricoprono cariche istituzionali di qualsiasi livello”.

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Girolamo Foti
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  • 29.06.2016 22:09

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